GIORNALINO - EDIZIONE 2015-16

 

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EDIZIONE 2015-16

MAESTRI :

SILVIO BONAVOGLIA

GIOVANNI PACIFICO

ESPERTO:

SIMONE INTERMITE

 

 

Comitato di redazione

Lucarella Antonio  -  Rizzi Raffaele  - Surauweera Giulia  - Zappino Rossana   - Di Lauro Giorgia  - Ingenito Valentina  - Palumbo Antonio  - Schiano Lomoriello Andrea  - Di Cato Carlo  -  Ferrarese Domenico  - Rana Luigi  - Valenti Luca  -  Cava Cataldo  -  Fedele Pasquale  - Semeraro Josè  - Elia Jasmine  - Giannico Sonia  -  Stasi Alessia  - Catalano Claudia

 

 docenti   redazione1    redazione2

PAGINE DI SCUOLA - Giornalino On Line Num. 1 - 2015-16 (2)

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CHE BELLO STUDIARE LA STORIA!

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emmaemma1Noi alunni della 3° F, della scuola “S.G. Bosco” , durante l’anno abbiamo ricostruito il paesaggio naturale al tempo dei primi grandi rettili e poi lo abbiamo pian piano modificato ricostruendo i ripari dell’uomo del Paleolitico e poi un villaggio immaginario abitato dagli uomini del Neolitico.
Lo abbiamo fatto per capire come vivevano gli uomini primitivi e abbiamo seguito le indicazioni delle diverse fonti storiche.
Noi abbiamo lavorato in classe, in gruppi, usando materiali come : ossa di pollo, corde, assicelle e spiedini, pelli, tessuto, colla ...
Abbiamo realizzato il mare dipingendolo; con erbe, muschi e felci abbiamo riprodotto l’ambiente naturale e per ultimo abbiamo costruito ripari, tende, capanne e case con vicino il recinto degli animali.
Le bambine si sono divertite a tagliare pelli e tessuti per confezionare abiti ed accessori, facendoli indossare alle “bambole” che rappresentavano uomini e donne della preistoria.
Ci è molto piaciuto lavorare insieme. E’ stato divertente ed abbiamo immaginato di vivere le esperienze del Tempo della PREISTORIA che abbiamo studiato.
Ed ora cosa accadrà all’uomo nel Tempo della STORIA?
Lo scopriremo il prossimo anno...
NON VEDIAMO L’ORA.

Gli alunni della 3^F

Viaggio al centro della Terra: Le Grotte di Castellana

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Esplorando la Puglia 1 La GraveIl 19 maggio tutte le classialberobello quinte abbiamo partecipato alla gita di fine anno: le Grotte di Castellana. La mattina siamo arrivati a scuola alle ore 7.45 e alle 8.00 siamo saliti sui pullman per andare a Castellana. Quando siamo arrivati ci siamo incontrati con i compagni delle altre classi e ogni alunno aveva un cappello di colore diverso in base alla propria classe. Eravamo tanti, più di 100 alunni, ed eravamo tutti emozionati prima di entrare nelle grotte. Alle 10.30 siamo entrati e la guida ci ha spiegstalattiteato tante cose interessanti sulla storia delle grotte e sul gruppo alunni alberobello copia copiafenomeno carsico che ha dato origine a tanta bellezza. Affascinante è stata la grotta dei monumenti dove le formazioni delle stalattiti e delle stalagmiti hanno dato origine a forme strane che sembravano scolpite dall’uomo come la madonnina, il cammello, il serpente, i pappagalli, la lupa e tanti altri. Dopo ci siamo recati in un’area pic-nic dove abbiamo mangiato, giocato e comprato alcuni souvenir. Alle ore 14.00 siamo risaliti sui pullman per raggiungere Alberobello, la terra dei Trulli che nel 1996 è diventata “Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO”. Anche lì c’erano alcune guide che ci hanno fatto vedere alcuni luoghi meno noti del Paese ma molto  caratteristici e poi siamo entrati in un trullo per vedere la struttura interna. Le guide ci hanno spiegato tantissime cose interessanti e alcune leggende sulla storia dei trulli. Poi abbiamo visitato la Chiesa di Sant’Antonio anch’essa a forma di trullo ed infine abbiamo percorso tutta la strada con i negozi e abbiamo mangiato un bel gelato. Alle ore18.15 siamo ritornati a Taranto stanchi ma contenti per aver visto dei posti fantastici.

                                           Redazione Pagine di Scuola

Il volto dell'uomo di Altamura

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uomo altamuraIl 7 ottobre 1993 durante l'esplorazione di una grotta carsica nelle Murge pugliesi, nei pressi di Altamura, un gruppo di speleologi avanzando a fatica in uno stretto cunicolo sotterraneo, scoprono uno scheletro perfettamente integro e dà subito l'idea di essere una grande scoperta. Si trattava dell’Uomo di Neandertal risalenti al paleolitico. Il reperto scoperto nella grotta di Lamalunga rappresenta uno dei più straordinari rinvenimenti paleontologici mai avvenuti in Europa. Lo scheletro è riconducibile ad un maschio adulto dell'altezza di 160 - 165 cm; l'Uomo di Altamura era stato un cacciatore che in seguito alla caduta in una voragine, rimase intrappolato sottoterra, morendo. La stessa sorte di tanti animali. Poi la voragine si chiuse. Il suo scheletro, ricoperto da concrezioni che paiono brillanti, è incastrato tra stalattiti e stalagmiti, dove fu scoperto dagli speleologi.
teschio dell uomo di altamuraOggi, grazie alla tecnologia e all’uso delle diverse tecniche di imaging, è stato possibile ricostruire in tre dimensioni il cranio e il probabile aspetto dell'Uomo di Altamura. Per ricostruire le sembianze del nostro vecchio bisnonno, gli scienziati non hanno dovuto spostarne i resti. Hanno lavorato a partire dai dati della scansione laser e del Dna, grazie al quale hanno avuto conferma che si trattava di un Neanderthal. Il tutto lasciando le ossa incastrate nella roccia proprio là dove furono ritrovate.

   Redazione di Pagine di Scuola

LA CENERENTOLA DI ROSSINEY

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Il 28 aprile presso il Convento di San Francesco in via Duomo, nella città  vecchia, il coro della nostra scuola, in occasione del decimo anniversario delle voci bianche, si è esibito nel Concerto di fine anno scolastico : “ La Cenerentola di Rossiney” . Il coro guidato dagli insegnanti Roberto Ceci, Irene Cerulli e Diana De Luca ha saputo creare, attraverso le musiche di Rossini e di Livingston, un’atmosfera surreale rendendo magica tutta la serata. Particolarmente emozionanti sono stati i momenti in cui noi bambini del coro delle voci bianche rappresentavamo i topolini canterini. Preziosa è stata la collaborazione della scuola di ballo “Dancing for Michael Jackson Academy” .                                                                                                                                                                             Lucarella Antonio 5^A                          

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PREMIAZIONE PER IL LOGO

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Martedì 26 Aprile, al termine dell'intervista alla Preside, dott.ssa Carmela Acquaro, si è svolta la premiazione per il concorso "Crea il logo per il giornalino scolasstico online PAGINE DI SCUOLA".

Alla redazione sono pervenuti diversi lavori svolti dagli alunni del nostro Istituto, dopo un'attenta valutazione della redazione, è stata individuata la creazione elaborata dall'alunna Jasmine Elia della classe 5^F.

1 1 La Preside si è congratulata con Jasmine e le ha consegnato il libro di narrativa "Voglio fare la scrittrice".New no shadow 1

A sinistra la Preside con Jasmine e a destra il logo del giornalino online

VISITA AL PARK DINOSAURI

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dino2Mercoledì 11 Maggio 2016 noi alunni delle dino4classi terze ci siamo recati in visita al Parco dei dinosauri.
Eravamo tutti molto felici ed eccitati per la nuova esperienza, ma il tempo non era per niente bello, il cielo minacciava pioggia. Appena arrivati c’è stato un diluvio e abbiamo rischiato di tornare indietro.
Ci siamo riparati in una grotta e abbiamo aspettato che qualcosa cambiasse e per fortuna ha smesso di piovere per un po’ e abbiamo cominciato la sospirata visita.
Il primo esemplare che abbiamo osservato si chiama DINO ed è molto piccolo.
Nel giro abbiamo potuto osservare tanti altri dinosauri a grandezza naturale sia erbivori che carnivori: eravamo tutti stupiti e col naso all’insù li guardavamo incantati.
La guida si chiama Ciro e ci ha spiegato chiaramente tanti aspetti della vita dei dinosauri: abbiamo appreo che nella lotta tra carnivori ed erbivori vinceva quasi sempre il dinosauro erbivoro. Inoltre ci ha spiegato la differenza tra rettili e dinosauri, i primi sono a sangue freddo mentre i secondi erano a sangue caldo. Ciro ci ha sorpreso quando ci ha detto che i dinosauri sono presenti tuttora sul nostro pianeta, poi ci ha detto che sono presenti non come li conosciamo noi ma come animali nel corso di un tempo lunghissimo che si sono trasformati in quelli che vediamo oggi.
Durante la visita abbiamo visto il tirannosauro, idino7l masdino6todonte, il mammut e tanti altri; c’era anche una capanna con esemplari di homo sapiens.
E’ stata un’esperienza fantastica, è stato bello ritornare a un passato tanto lontano, ci sembrava di vivere nella preistoria.
 

Gli alunni delle classi terze sezz. A-B-C

La Dirigente sotto torchio

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Martedì 26 Aprile un gruppo di noi bambini della Redazione del giornalino online “Pagine di scuola” ha intervistato la preside nella sala di Presidenza della scuola S.G.Bosco di via Polibio.


1 copia1.Quando ha deciso di diventare Preside?
-Io insegnavo filosofia in un liceo e mi occupavo di tante cose, perciò il mio Preside mi consigliò di provare a fare il concorso da Dirigente. Superati gli scritti, mi sono preparata per gli orali e ce l’ho fatta. Quindi sono diventata dirigente di una scuola Primaria, ma ho lasciato l’insegnamento con molto rammarico, perché insegnare è la mia passione. Quindi diventare Dirigente non è stata una scelta intenzionale.
All’inizio tutto era nuovo per me, perché non entravo in una scuola elementare da quando ero bambina, ma ho avuto la fortuna di trovare dei bravi insegnanti che mi hanno aiutato ad affrontare questa nuova esperienza. Successivamente la scuola Primaria si è trasformata in Istituto Comprensivo.
2.Come si svolge il suo lavoro?
-Ci sono quasi 1200 alunni, 2000 genitori, aggiungiamo i nonni e affini, oltre 100 insegnanti e circa 20 unità di personale di segreteria e collaboratori. Questi numeri vi fanno capire quanto sia difficile e complessa la gestione di una scuola. Poi mi occupo della posta, delle esigenze delle famiglie, delle esigenze degli insegnanti, dei progetti e dei problemi che purtroppo non mancano mai. Una cosa che posso dire è che ci vuole molta pazienza e tolleranza, altrimenti il Preside non si può fare. Infine ci vuole una leadership diffusa, cioè coinvolgere nella gestione della scuola un nutrito gruppo di insegnanti.
3.Si è mai pentita di aver scelto questo lavoro? Se sì, quale lavoro avrebbe voluto fare?
-A volte sì, ma non posso parlare di pentimento, quando sono oberata da tanto lavoro rimpiango il mio lavoro di docente.
4.Ricorda qualche insegnante che ha lasciato un segno indelebile nel corso della sua vita?
-Il mio professore di filosofia, la mia professoressa di latino-greco e la mia maestra.
5.Quando andrà in pensione, cosa pensa di fare?
-Certo non starò a casa a guardare la tivù, farò volontariato o collaborerò con qualche associazione, certo qualcosa farò.
6.Cosa migliorerebbe del nostro Istituto?
-Tante cose, ma non perché la scuola non funziona, migliorerei soprattutto la parte strutturale e se avessi più soldini dal Ministero potrei finanziare più progetti. Purtroppo i fondi che arrivano sono sempre di meno e poi non c’è molta collaborazione da parte delle famiglie, che a stento pagano l’assicurazione dei figli.
7.Cosa le piace di più del nostro Istituto?
-I bambini.
8.Ha intenzione di acquistare banchi e materiale scolastico?
-Per i banchi e il materiale scolastico dovrebbe provvedere il Comune, perché la scuola non ha le risorse per comprare questo materiale. Il Comune qualcosa l’ha data, ma non è sufficiente.
9.Si faccia lei stessa una domanda.
-Che cosa posso fare di più per migliorare questa scuola?
10.Cosa vuole augurare agli alunni della sua scuola?
-Un futuro sicuro.
Noi la ringraziamo per la disponibilità che ha dimostrato nei nostri confronti e le auguriamo buon lavoro.

            La redazione del giornalino online "Pagine di scuola"

Il bullismo nell'ambito scolastico

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1Il bullismo è una forma di comportamento sociale aggressivo e violento che si verifica maggiormente alla scuola media nei confronti dei ragazzi più deboli, incapaci di difendersi. Il termine "bullismo", molto spesso dimenticato o sottovalutato, è tornato di moda durante quest'anno scolastico, nel2 quale molti sono stati gli avvenimenti d'attualità che lo hanno riguardato. Il fenomeno del bullismo riguarda in modo particolare i ragazzini nell’ambito scolastico. E’ noto il caso di una bambina di 13 anni che è stata violentata dai compagni di classe e poi ripresa con i telefonini. Un altro caso che ha creato scalpore è stato quello del ragazzo down deriso e picchiato dai compagni di classe, che poi hanno diffuso su internet il "video divertente" delle loro gesta. In realtà il bullismo deriva dal termine inglese "bulling", ma nella nostra lingua ha assunto un significato più leggero, di sbruffone, di colui che ama fare il gradasso e spesso tende a prevaricare e sottomettere i propri compagni più deboli. In questi ultimi anni, con l'invenzione di Internet, si è sviluppata un'altra forma di bullismo il Cyber-bullismo, che consiste nell'uso dei social-media, come Facebook, finalizzato alla condivisione di testi, immagini e video offensivi nei confronti della vittima di turno e che può provocare serissimi danni psicologici con conseguenze devastanti.

Sarebbe preferibile evitare a monte il contatto con il potenziale bullo di turno non appena ci accorgiamo che l'individuo in questione si mostra pronto a mettere in atto i suoi propositi di prepotenza. Fortunatamente nelle nostre classi  non si evidenziano atti di bullismo eclatanti, però ci sono alcuni bambini che dimostrano un carattere arrogante e prepotente. La speranza è che un giorno questi continui episodi di bullismo si azzerino completamente o perlomeno diminuiscano, con l'augurio che l'attenzione sul tema sia sempre viva.
 

                                                          La redazione del giornalino online "Pagine di scuola"

LEZIONE...ALL'APERTO NELLA CITTA' VECCHIA

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facciata s.domenicoL’otto marzo 2016 il nostro istituto, “SAN GIOVANNI BOSCO”, ha organizzato una visita guidata vasipresso la Città Vecchia di Taranto.
Siamo partiti dalla scuola di via Polibio, diretti verso Piazza Fontana dove ci aspettavano un archeologo Alessandro Ricci e la guida turistica Marcello De Stefano che ci hanno accompagnato verso la chiesa “San Domenico”, la più antica di Taranto che mantiene ancora oggi la facciata originale.
Durante la visita è stato spiegato che prima della statua della Madonna Addolorata c’era quella di San Domenico, ma attraverso un baratto i tarantini ricevettero questa nuova statua, che è la più importante di Taranto e provincia e che oggi è portata in processione.
Dopo ci siamo diretti verso la facoltà dei BENI CULTURALI e abbiamo visto antichi vasi di ceramica fatti dalle donne di quei tempi, c’era un frammento di ossidiana (che si forma bagnando la lava con acqua) proveniente dalla Sicilia.
Ci hanno anche raccontato che quando una persona moriva, veniva posta sotto terra accovacciata perché pensavano che tornava nel grembo di Madre Natura. Prima Taranto era una polis Greca che fu, poi, conquistata dai Romani.
Infine siamo andati in una sala dell’università e abbiamo visto un video tridimensionale con una ricostruzione di Taranto all’epoca magno greca.


Antonio Lucarella e Raffaele Rizzi 5^A

La Settimana Santa a Taranto: origini e curiosità

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La Settimana Santa di Taranto comincia ufficialmente durante la Domenica delle Palme e tocca il suo culmine durante due processioni: quella dell’Addolorata del giovedì  e quella dei Misteri del venerdì. I  primi riti pasquali si ebbero a Taranto nella seconda metà del 1500, in piena dominazione spagnola. Gli Spagnoli, con precisione gli Aragonesi, portarono in città i loro usi e costumi, compresi quelli pasquali. A differenza di oggi, questi avevano luogo solo la mattina del 1 copiaVenerdì Santo e a parteciparvi erano tutte le confraternite di Taranto e ogni confraternita aveva un suo troccolante. Naturalmente per il rumore assordante di tutte quelle troccole in giro per i vicoli della Città Vecchia, gli abitanti si lamentarono e nel 1708, il vicario capitolare, proibì l’uso delle troccole durante la processione del venerdì mattina, andando incontro alle lamentele dei tarantini. Oggi, invece, nel primo pomeriggio del Giovedì Santo inizia il pellegrinaggio dei Confratelli del Carmine nei “Sepolcri. Infatti proprio dalla chiesa del Carmine escono in coppie le “poste”, a piedi nudi e incappucciati: i perdoni, in tarantinoperdune”, e simboleggiano i pellegrini che si recavano a Roma in cerca del perdono di Dio. I perdoni percorrono le vie cittadine facendo sosta in ogni sepolcro lungo il loro percorso. Le “poste” avanzano con un dondolio lento ed esasperante che i tarantini chiamano “a nazzecate”.

Curiosità: perchè "a nazzecate"

La processione dell’Addolorata, anticamente, pare prevedesse l’ingresso in sette chiese della città, tante quanti gli ingressi della città di Gerusalemme. I numerosi fedeli, a causa delle esigue dimensioni delle chiese locali, spesso erano costretti ad accalcarsi fuori dalle stesse, attendendo pazientemente il loro turno e quindi, sia per riscaldarsiche perriequilibrare il peso del corpo, si lasciavano andare a quel dondolio meglio noto come “nazzicata” che è divenuto poi il passo tipico dei “perdune”.3 copia

L’ultima coppia di confratelli che esce dalla Chiesa del Carmine viene chiamata u serrachiese”, in quanto ha il compito di “serrare” le chiese, cioè di chiuderle per la notte che si avvicina. Spesso le coppie di confratelli si incrociano lungo la strada. In questi casi, viene fatto u salamelicche”, cioè una sorta di riverenza: i perdoni si tolgono il cappello e portano i rosari ed i medaglieri contro il petto. Tutti i perdoni devono rientrare al Carmine entro la mezzanotte del Giovedì , quando, dalla Chiesa di San Domenico nella Città Vecchia, parte la processione della Madonna Addolorata. Questa processione si conclude solo il pomeriggio del Venerdì Santo alle 17.00 per consentire l’inizio della seconda processione, quella dei Misteri,che si dirama dalla Chiesa del Carmine per farvi nuovamente ritorno verso le 7.00 del mattino del sabato. A sfilare per la città, in questo caso, sono le statue rappresentanti la passione di Gesù.

 

                         La redazione

 

 

IN GIRO PER I QUARTIERI DI TARANTO

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concaIl giorno 22 Marzo, noi bambini delle classi terze, abbiamo fatto il conca2giro dei quartieri di Taranto insieme ai nostri maestri e maestre. Il signor Enzo Risolvo e la figlia Rosa ci hanno fatto da guida, con loro abbiamo scoperto tante curiosità interessanti sulla nostra città

La cosa che più mi ha colpito di questa bella giornata è stata la Concattedrale, io ci ero già andata tante volte ma questa volta è stata più interessante perchè ho scoperto notizie che non sapevo, come la sua forma a vela e le vasche, che si trovano fuori, che rappresentano il mare; inoltre le due grandi conchiglie messe all'entrata della chiesa come acquasantiera. La concattedrale è stata progettata da un bravo architetto Giò Ponti e costruita negli anni '70.

E' stato davvero interessante.

Rebecca Ligorio 3^A